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Se i giovani se ne vanno e l’Unibas resta al palo

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Qualche giorno fa su ‘La Nuova’ si parlava degli Esami di Stato che stanno affrontando in questi giorni molti giovani lucani con una serie di interviste in cui si chiedeva del loro futuro.

La maggior parte è già proiettata a continuare il proprio percorso di studi lontana dalla nostra regione. Per alcuni si tratta di una necessità, in quanto la facoltà prescelta non è presente nell’offerta formativa del nostro Ateneo, altri invece avvertono solo l’esigenza di allontanarsi da Potenza.

Certo non si tratta di un fenomeno nuovo, è una situazione che si ripete puntualmente ogni anno. Quello che mi chiedo è se è mai possibile che nessun giovane voglia investire sulla Basilicata? Scommettere sulla propria università?

Attenzione, la colpa non è dei giovani, anche io fui costretto a scegliere una città diversa da Potenza per continuare i miei studi ed esperienze lontane da casa non fanno altro che rendere migliori e accrescere il proprio bagaglio culturale, e i tanti ragazzi lucani sono ben consapevoli delle difficoltà in cui versa questa regione anche in termini occupazionali e di offerte lavorative post-universitarie.

Imputare la colpa a qualcuno adesso serve a poco, bisogna invece analizzare la situazione e proporre soluzioni in grado di rilanciare l’Unibas nel contesto di un rilancio generale della Basilicata. Prendendo ad esempio facoltà come Farmacia ed Ingegneria, facoltà che offrono standard accademici tra i più alti in Italia, sarebbe bello poter creare un’offerta formativa che non solo faccia restare i giovani lucani nella propria regione ma che renda l’Unibas capace di attrarre anche tanti giovani dalle Regioni vicine.

Perché un’università all’avanguardia, attrattiva, non significa solo attrazione di giovani studenti, significa anche attrazione dei docenti migliori, di risorse economiche, di investimenti in ricerca e sviluppo, di investimenti anche nel settore privato. E tutto questo non fa altro che tradursi in un maggior benessere e in una più alta qualità della vita.

L’università ci pone davanti ad una sfida importantissima, forse decisiva per il futuro della nostra Regione, e questa sfida può essere raccolta solo dalla generazione che si appresta a diventare classe dirigente.

È una sfida che forse potremmo perdere, ma che abbiamo l’obbligo morale di affrontare.

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Approfondimenti

Giano bifronte: e se quello che vediamo non fosse poi la realtà?

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“Ognuno di noi ha una patria di nascita ed una elettiva”,con queste parole inizio’ la mia prima lezione all’università,e in questi giorni in giro per l’italia mi sono tornate alla mente spesso.

Ho conosciuto realtà non  molto lontane da quella potentina,una realtà contorta e alle volte davvero complessa,e mi sono chiesta se per qualcuno potenza possa aver mai rappresentato la “patria elettiva”,o se in realtà fosse solo il rifugio di chi ha avuto qui i natali.

Ho girato questa domanda a varie persone e il risultato,alquanto inatteso , ha messo in luce quanto la città sia ricca di persone che volutamente hanno deciso di venire a vivere qui e,cosa ancor più inaspettata,ne sono anche soddisfatti.

Ma allora da cosa deriva quello strano senso di insoddisfazione che aleggia per lo più sui nostri volti quando camminando, ci incrociamo distratti in giro?!
Ci guardiamo intorno e non sempre ,anzi quasi mai,ci piace quello che vediamo: c’e’ poco verde e troppo cemento,pochi parcheggi ma troppe macchine,non si organizza mai nulla, ma se poi si fa qualcosa non ci andiamo; ogni cosa diventa il pretesto per esaltare una mancanza,piuttosto che sottolineare una presenza.
Siamo come affetti da una sorta di “sindrome di Stendhal al contrario”: restiamo folgorati solo da ciò che non ci piace o da ciò che non corrisponde alle nostre aspettative, e non ci preoccupiamo quasi mai se dietro a ciò che vediamo ci sia qualcuno o qualcosa che ha agito pensando di fare un regalo alla comunità.
Già perché nelle viscere più profonde, la nostra città nasconde un cuore che batte più forteogni volta che una delle cento associazioni, piuttosto che un singolo decidono di fare qualcosa affinché la sua bellezza possa venir fuori.

Si, perché Potenza è un po’ come una giovane donna,si nasconde e si rivela a suo piacimento: alle volte è fredda, altre accogliente,austera e accomodante; ma nonostante le mille sfaccettature ha una sola ed unica pretesa, essere amata e capita.
Concedetele un po’ del vostro tempo e della fiducia, saprà ricompensarvi.

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