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Metti un Comune Smart

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E’ evidente che il trasporto pubblico in questo momento è uno dei problemi più sentiti dai cittadini. Una difficoltà che tocca soprattutto gli studenti e quindi gran parte delle famiglie.

Eppure una soluzione c’è, non è costosa e potrebbe avere più di un beneficio per la collettività.

Le singole scuole potrebbero rendere disponibile la distribuzione dei propri iscritti sul territorio, mentre l’amministrazione potrebbe mettere a disposizione della collettività la localizzazione geografica degli istituti scolastici di sua competenza.

Esempi di quelli che comunemente chiamiamo Open Data.
Incrociando questi due gruppi di dati, banali ed apparentemente non correlati otterremmo le esigenze di spostamento degli studenti da casa a scuola e da scuola a casa. Sapendo quanti sono, da dove partono e dove e quando devono arrivare sul luogo di studio, avremmo in mano tutto quello che serve per costruire un modello di trasporto per gli studenti che sia in grado di ottenere il massimo dell’efficienza con il minimo della percorrenza chilometrica e quindi della spesa per le casse comunali.

Certo, data la materia inusuale, negli uffici comunali non ci sono le competenze tecniche per un simile lavoro. Lo stesso non si può dire dell’Università degli Studi della Basilicata che comprende facoltà tecniche specifiche come informatica e ingegneria informatica.
Di Open Data, di algoritmi e Smart City, come al solito, nella nostra terra, tutti preferiscono parlarne, sempre troppo, invece che praticarle fino in fondo.

Invece di consumare denaro pubblico per concorsi che premiano nuove app e startup mai decollate, come troppe volte e da più parti si è fatto in questi anni, perché non finanziare progetti finalizzati di questo tipo che, per altro, possono essere replicati, e con profitto, poi, in altri contesti? Così facendo non avremmo solo risolto un problema a studenti e città, ma avremmo anche innescato la miccia di quel rapporto con il mondo accademico della nostra regione che ad oggi pare a noi lucani del tutto estraneo.

E’ una strana realtà quella in cui il ruolo della politica è diventato quello di dividere il campo a bandierine e dire chi ha ragione e chi ha torto. Credo che, invece, mai come in una fase come questa, compito della politica sia ricercare e offrire soluzioni concrete ai problemi reali evitando di impantanarsi alla ricerca di capri espiatori.

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È stato il SysOp del primo nodo della rete Fidonet in Italia. Appassionato di comunicazioni telematiche e radioamatore, nell'agosto del 1984 ha aperto una BBS per sperimentare le possibilità di interconnessione telefonica.

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Approfondimenti

Giano bifronte: e se quello che vediamo non fosse poi la realtà?

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“Ognuno di noi ha una patria di nascita ed una elettiva”,con queste parole inizio’ la mia prima lezione all’università,e in questi giorni in giro per l’italia mi sono tornate alla mente spesso.

Ho conosciuto realtà non  molto lontane da quella potentina,una realtà contorta e alle volte davvero complessa,e mi sono chiesta se per qualcuno potenza possa aver mai rappresentato la “patria elettiva”,o se in realtà fosse solo il rifugio di chi ha avuto qui i natali.

Ho girato questa domanda a varie persone e il risultato,alquanto inatteso , ha messo in luce quanto la città sia ricca di persone che volutamente hanno deciso di venire a vivere qui e,cosa ancor più inaspettata,ne sono anche soddisfatti.

Ma allora da cosa deriva quello strano senso di insoddisfazione che aleggia per lo più sui nostri volti quando camminando, ci incrociamo distratti in giro?!
Ci guardiamo intorno e non sempre ,anzi quasi mai,ci piace quello che vediamo: c’e’ poco verde e troppo cemento,pochi parcheggi ma troppe macchine,non si organizza mai nulla, ma se poi si fa qualcosa non ci andiamo; ogni cosa diventa il pretesto per esaltare una mancanza,piuttosto che sottolineare una presenza.
Siamo come affetti da una sorta di “sindrome di Stendhal al contrario”: restiamo folgorati solo da ciò che non ci piace o da ciò che non corrisponde alle nostre aspettative, e non ci preoccupiamo quasi mai se dietro a ciò che vediamo ci sia qualcuno o qualcosa che ha agito pensando di fare un regalo alla comunità.
Già perché nelle viscere più profonde, la nostra città nasconde un cuore che batte più forteogni volta che una delle cento associazioni, piuttosto che un singolo decidono di fare qualcosa affinché la sua bellezza possa venir fuori.

Si, perché Potenza è un po’ come una giovane donna,si nasconde e si rivela a suo piacimento: alle volte è fredda, altre accogliente,austera e accomodante; ma nonostante le mille sfaccettature ha una sola ed unica pretesa, essere amata e capita.
Concedetele un po’ del vostro tempo e della fiducia, saprà ricompensarvi.

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