L’Unibas accetti le sfide del futuro

L’Unibas accetti le sfide del futuro

535
0
CONDIVIDI
Campus Macchia Romana Potenza

Il 21 settembre è stato presentato al MISE il Piano Nazionale Industria 4.0, il piano con il quale il Governo conta di guidare il Paese attraverso la quarta rivoluzione industriale che sta radicalmente cambiando i modelli di produzione con l’avvento delle nuove tecnologie digitali. Ci siamo già dentro e cambierà in un modo o nell’altro la realtà in cui viviamo. Ancora una volta.

Si, perché se, come dice il ministro Calenda, la globalizzazione ha rivoluzionato la nostra società, al prossimo giro a farlo sarà l’innovazione.

All’interno del piano non solo gli sgravi fiscali per gli investimenti e il sostegno alle imprese ma anche il sostegno alla ricerca, primo motore di questa rivoluzione, attraverso il coinvolgimento di quelle università che sapranno legare la loro attività allo sviluppo di progetti innovativi per le aziende.

Su questo ultimo punto poggia uno degli obbiettivi chiave indicati dal Ministro: accendere la sfida tra gli Atenei. Perchè non fabbrichi cambiamenti radicali se non parti dal primo anello della catena.

Attraverso la Legge finanziaria 2017 verranno finanziati alcuni  centri di ricerca e università che possano operare concretamente nel trasferimento tecnologico tra atenei e mondo dell’impresa. Solo nel prossimo anno si conta ci saranno 200.000 studenti universitari coinvolti, +100% di studenti iscritti ad Istituti Tecnici Superiori su temi legati a Industria 4.0 e 1400 dottorati di ricerca attivati con focus specifici sul tema.

Inutile dire che l’UniBas questa partita non l’ha persa, non è mai stata nemmeno lontanamente vicina a giocarla. Non ci saranno, infatti, bandi aperti alle università qualsiasi cosa facciano, ne in base alla loro distribuzione territoriale. Saranno protagoniste quelle università che sapranno rendersi necessarie, diventare indispensabili centri di competenza e serbatoi di innovazione per il territorio. E non mi sembra che ciò stia avvenendo in Basilicata.

Ma come dice un proverbio cinese: alcune volte perdi (o peggio, nemmeno scendi in campo) tutte le altre impari.

E noi dobbiamo imparare a guardare al futuro, capire la direzione in cui si muove, se vogliamo essere in grado di anticiparlo, sfruttare i cambiamenti che porta con sè e non subirli ed esserne sopraffatti.

In quest’ottica l’Università degli Studi della Basilicata credo dovrebbe chiedersi se e in che modo intende accettare la sfida che il Ministro Calenda ha lanciato.

Abbiamo il vantaggio che l’era della quarta rivoluzione industriale uno dei principali gap del nostro territorio diventerà sempre meno importante. Si, perché le strade telematiche accorciano le distanze fisiche e aiutano la nostra regione ad uscire dall’isolamento. La “prossimità” conterà sempre di meno, mentre diventerà sempre più importante la capacità di orientarsi al futuro.

In questo contesto, l’UniBas sarà in grado di dotarsi degli strumenti necessari per mettere in comunicazione imprese, ricercatori e investitori? Solo così sarà capace di ritagliarsi un ruolo all’interno di sfide importanti, come quelle dell’industria 4.0, fondamentali per la competitività del Paese, garantire un futuro per sè e per chi qui deciderà di studiare, ma anche elaborare strategie per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. In altre parole, oltre che a intercettare i cambiamenti, l’Unibas vuole provare a provocarne? 

Comments

Inserisci un commento

RISPONDI